Sulle Tracce dei Giganti con GARMIN WILD

Eccomi, son qui a raccontare qualcosa che nemmeno riuscivo ad immaginare, sono uno dei numerosissimi trail runner che aspirano alla partecipazione della più dura, epica, lunga gara di trail running al mondo, il Tor des Geants.

Per chi non lo sapesse il TOR è una gara di endurance che si svolge in Valle d’Aosta, percorrendo le Alte Vie n.1 e n.2, per una lunghezza reale complessiva di 339 km ed un dislivello positivo di 30.906 metri….quasi 4 volte l’Everest per capirci.
Un viaggio più che una gara, 150 ore è il tempo massimo per portalo a termine, 7 le tappe da affrontare in semi-autosufficienza.
Chi sono io? Francesco Fazio, un “amatore” dello sport e delle montagne, del senso di libertà, della natura, che si dedica con passione al trail running, alla corsa su strada, all’arrampicata ed al triathlon.

Cos’è GarminWild: un concorso realizzato da Garmin come si può capire dal nome, un’occasione che quest’anno ha regalato la possibilità ad un’atleta dei tanti di poter partecipare al Tor des Geants…la fortuna questa volta ha baciato me!
La preparazione è stata poca, ma so bene che spesso la mia testa dura mi aiuta a superare gli ostacoli più ardui, le motivazioni che trovo per cercar la forza di non mollare sono la benzina, mi aiutano a focalizzare il traguardo della mia avventura, e l’energia pazzesca che il mio allenatore Norberto Salmaso mi sa infondere!

Fondamentale il supporto di alcuni sponsor, che hanno voluto supportare questo evento, più per passione che per un ritorno commerciale: Scarpa Spa, Vipole, Julbo, La Semaforica, Aiel, Marco Braga, Lab is Sport, Gianna Lazzaro…con loro non avevo più timore di nulla!

Manca poco alla partenza, sono con Stefano Gregoretti, con il quale correremo fianco a fianco per un po’ di chilometri, ed è ora dell’intervista…l’intervista? Sì, perché non ho detto, che questa gara sarà seguita sui social di Garmin con il supporto tecnico dei ragazzi di “Your Big Stories”, Dario e Matteo.

Un po’ perplesso chiedo a Silvia, responsabile del progetto Garmin, come potessero fare a seguirci, lei mi risponde: “non ti preoccupare, non sono solo fotografo o cameramam…hanno anche i super poteri!”…..ah beh, qualche perplessità mi resta…ma mi fido!

Partiti gli 870 atleti, una mattina ideale, sole e temperatura mite, davanti mi aspettano notti insonni, e giornate da favola; dopo qualche ora incrociamo Dario e Matteo che ci inseguono con le loro “armi” per immortalare qualche momento, troviamo il tempo di scambiare qualche battuta, non mi sento molto a mio agio davanti alla telecamera, fortunatamente Stefano è un drago delle comunicazione.

Da li a pochi chilometri ciascuno prenderà la propria strada, ed è così il mio viaggio in solitaria ebbe inizio…che solo poi non sono, perché alle basi vita mi segue un grandissimo team: Cristina ed Emanule.


Tra una base base e l’altra attraverso paesaggi incontaminati, molte volte a far da padrone è il silenzio, l’assenza di rumore mi mette a mio agio, mi lascia interagire con l’ambiente, mi concede di vivere a pieno e goder delle albe a 3000 metri con il vento che soffia freddo sulla pelle, temperature sotto le zero, ma il sole che sta per nascere mi scalda l’anima.

L’imbrunire, il colore ceruleo del cielo che un po’ alla volta diventa sempre più scuro e l’aria che inizia a diventar più fredda regalano dei brividi intesi, seguiti da sospiri profondi, emozioni!

La notte, non è mai buia; ad illuminarla le stelle, la luna, le lampade frontali degli altri concorrenti, le luci dei rifugi ed il calore dei volontari, qualche fuoco acceso che mi ipnotizza; la notte è profonda, come la stanchezza dopo giorni passati a riposare poche, pochissime ore, alla fine dormirò in totale meno di 7 ore in 6 giorni.


Non è facile, poter farvi una quadro di quello che nei miei occhi e nel mio cuore è stato dipinto, il colore delle rocce, le luci e le ombre, le nuvole, i volti segnati ed i sorrisi delle persone che ho incontrato.

Per fortuna ogni tanto sbucavano loro, i reporter, hanno fatto 5000 metri di dislivello con zaini video camera e macchina fotografica, correvano in discesa e in salita; La Pippi aveva ragione; Dario e Matteo hanno i super poteri…erano presenti alle basi vita, prima di un ristoro, in mezzo alla natura wild a scattare qualche immagine o un video che potessero rendere l’idea di quel che stavo vivendo.


Una tappa dopo l’altra siamo entrati in sintonia, li sentivo parte integrante del mio percorso, mai invadenti, ma presenti, qualche battuta, una risata, i loro incitamenti aiutano quando si è stanchi, rinfrancano lo spirito.
Mi trovavano grazie al Garmin inReach, un tracker gps che dava loro la mia posizione, così non mi disturbavano durante il viaggio con messaggi o telefonate.
Si accordavano con Cristina, per quando stessi uscendo dalle basi vita dopo aver mangiato, essermi lavato e aver riposato…loro volevano non essere un peso…ma non sapevano che quando li trovato ero felice!

 

Una volta finito il viaggio, ho avuto modo di vedere le loro video clip postati nei social, quando qualcuno fa un lavoro con passione, quando è uno sportivo dentro…riesce a fermare ad individuare le situazioni, un istante che rendono a pieno quello che una persona sta provando nell’atto, chapeaux.

Il mio cammino verso Courmayer proseguiva, pochi intoppi, risolti con caparbietà e la voglia di non mollare, un meteo sempre favorevole, il traguardo è sempre più vicino, ormai lo vedo, vedo l’arco giallo la in fondo.

Cammino, non ho intenzione di far tutto di fretta, mi godo gli ultimi secondi con passo lento, è una questione di metri si, poi sarò finisher.
Giganti, così vengono chiamati coloro che portano a termine il Tor des Geants entro il tempo massimo.
146:00:00…146:00:01…. Vedo Cristina, Francesca, Beppe, Ema, Stefano, Gianpy, Matteo con l’obbiettivo pronto e Dario che sta registrando da un po’….146:00:29 ora sono un GIGANTE!


Emozione, commozione, gioia, la grinta che ho dentro vuole uscire a festeggiare, la voglia di abbracciare tutti, il desiderio di poter continuare ancora qualche giorno in questo viaggio non manca, ma le ginocchia mi fanno troppo male, forse era proprio giunto il momento di arrivare e fermarsi, non mi resta che trovare le parole giuste per far vivere anche alle persone che da casa si son strette attorno a me e Cristina questa meravigliosa “pazzia”.


Il giorno dopo, già mi mancava tutto questo, mi mancavano le montagne con le loro salite infinite e le discese spacca gambe, mi manca la gentilezza dei volontari che mi hanno sempre trattato come un fratello, mi manca vedere le facce di mio Team entusiasti ad ogni tappa conclusa; il rapporto con Matteo e Dario, un crescendo, ormai vedevo in sempre più il loro soffrire e gioire con me; mi mancano gli abbracci di quei matti che si son fatti 900 km per vedermi tagliare il traguardo; i 4000 messaggi da leggere sul cellulare, siete fantastici, io non ho amici, ho tanti MAGNIFICI AMICI!!!

Grazie a Gamin per aver fatto si che potessi rendere un sogno realtà!

Grazie a Your Big Stories, oltre a quello che mi porto dentro di molto riservato e personale, ho anche quello che ero fuori, foto e video, che conserverò con cura, che oggi dopo quasi un mese dall’aver tagliato il traguardo ancora mi emozionano! Giganti!

Francesco
Francesco Fazio Sportivamente