3 BIKERS, 3 RIFUGI, 3 PERCORSI, UNA GRANDE PASSIONE!

A volte si inizia un viaggio con il solo fine di partire, cercando di alimentare un’idea ambiziosa che ancora deve prendere corpo.
A volte si inizia un viaggio con solamente due uniche certezze, una meteo piovosa ed un gruppo affiatato di biker.


Con queste premesse Elena, Alfredo ed io ci siamo avventurati alla scoperta di alcuni angoli alpini in sella alle nostre bici, ospiti di piacevoli strutture immerse nella natura della Valle d’Aosta.

DAY 01

La partenza non poteva che avvenire da un tradizionale e rinomato Agriturismo in un paese vicino ad Aosta, Maison Rosset a Nus gestito con cura da Camillo.

Nella prima parte del trail siamo stati graziati dalla pioggia che successivamente ci ha accompagnato nell’ultimo tratto sino al Rifugio Magià a 2.007 metri. Ad accoglierci in questo piccolo angolo di paradiso, Dario e sua figlia Manuela che in inverno rimangono collegati con il resto del mondo solamente attraverso una pista di fondo che si sviluppa da Saint-Barthélemy. Fuoco, calore e buon cibo ci avrebbero ricaricati per l’impegnativo “day after”.

DAY 02

Raggiungere il Col Vessona a quota 2.788 metri non è stata impresa facile nonostante la nostra preparazione: si tratta di uno dei passi valdostani più suggestivi dai quali si sviluppa un sentiero freeride/enduro che scende per dieci chilometri lungo un’altra vallata selvaggia, la Valpelline.

Umidità e zanzare ci hanno seguito infatti per un bel tratto per poi lasciarci respirare nell’affrontare con “spintage” e “portage” la parte finale sino al colle. Piccola sosta al Bivacco Clermont, ancora avvolti dalle nubi che ci hanno dato tregua proprio nel raggiungere il passo. E’ stata un vera emozione proiettarci lungo tornanti tecnici ed argillosi alternati a passaggi fluidi su terra e radici a tratti scivolosi, senza dimenticare un’immancabile foratura. Giunti ad Oyace, da qui ripartenza verso Champillon, località a quota 2.000 metri, zona strategica di accesso al Rifugio Adolfo Letey 2.430 metri dove ad accoglierci abbiamo trovato Silvie, Marcello e Mattia.

DAY 03

La mattinata con una finestra di bel tempo ci ha ripagati ampiamente delle fatiche del giorno precedente, regalandoci così una discesa con il sole lungo uno spartiacque naturale che ci ha condotti sino ai fitti boschi di abeti e larici attraversati da antichi canali irrigui che collegano l’alta valle del Gran San Bernardo.

Doues, Allein, Etroubles: sono questi i piccoli Comuni montani incontrati durante la nostra discesa e trasferimento successivo nella destra orografica della vallata, lungo il Ru Neuf a Gignod. La tappa di giornata ci avrebbe portati al Rifugio Fallère, una vera e propria opera d’arte in quota a 2.365 metri e collocata ai piedi dell’omonima montagna gestita da Siro e dal figlio François.

Da qui la tentazione di raggiungere ed affrontare la Becca France, un’aerea ed affilata montagna da cui parte un single track davvero unico che scende sino alla città di Aosta, è stata troppo forte.

Ripartiamo il giorno dopo con un’alba eccezionale, sullo sfondo una delle montagne più suggestive e maestose della Vallée, la Grivola 3.969 metri, conquistata e discesa dal sottoscritto con la splitboard lungo la sua parete Sud-Est assieme all’amico freeskier Shanty.

Tre giorni intensi che si concludono in questo giro ad anello, attraversando Aosta Romana e seguendo la pista ciclabile che ci riporta al nostro punto di partenza, pronti per un altro viaggio, perché no insieme.

Ettore Personnettaz – freeridealliance.com

Fonte: karpos-outdoor.com