C’era una volta un re,
seduto su un sofà,
che disse alla sua serva:
“Raccontami una storia!”
La serva incominciò:
“C’era una volta un re…”

Come si raccontano oggi le storie? Certo il c’era una volta è un attacco affidabile e senza tempo, ma forse non è esattamente in grado di riflettere le tendenze più attuali. Come ci insegnano i millenium e le continue evoluzioni dei socials, le storie devono avere tutte una fondamentale caratteristica: essere condivisibili.
If not on strava, you didn’t it esprime chiaramente questo concetto che non solo garantisce orde di follower, like, kudos e altre diavolerie, ma mostra come la condivisione diventi prova inconfutabile di un’esperienza.

Cosa centra questo con la Val di Fassa? Centra eccome, perché è proprio qui che con le ragazze di Ride Like a Girl, Elena e Milena, abbiamo ascoltato e raccontato storie attraverso le foto e i video di Your Big Stories.

Sono queste le premesse per un lungo e soleggiato (wow!) weekend dedicato alla passione per la bicicletta, con base camp a Canazei. Un camp di lusso a dire il vero, visto che pernottiamo all’Hotel Cesa Tyrol di Canazei. La cena tipica che ci accoglie giovedì sera lascia presagire che sarà un soggiorno molto gustoso! Aprire le tende la mattina è uno spettacolo per occhi e cuore: di fronte a noi si stagliano le imponenti pareti delle Dolomiti su un cielo terso, d’un azzurro pieno.

3 giorni, 3 bici e 3 incontri per noi 3 ragazze, che abbiamo appunto il compito di raccogliere nuove #girlstories di sport e in particolare di bicicletta. Un lavoro che contiene il gusto della passione, visto che sarà portato avanti in sella a tre bolidi di casa Wilier Triestina (lo sapete che il nome è acronimo di: W l’Italia Libera e Redenta??). Se con la bici da strada, mi sento a mio agio e posso quindi godermi l’onore di provare una bicicletta di un marchio storico e un nuovo cambio, con gli altri due modelli ho qualche timore in più: una mountain bike muscolare (grazie Milly per permettermi di essere così tennica!) e una con pedalata assistita.

Credo di essere montata in sella una volta off-road, anzi due, di cui la prima si chiuse con una caduta epica. Tuttavia, sono molto curiosa di uscire un’altra volta dalla mia comfort zone, anche perché per i miei compagni di viaggio è all’ordine del giorno. E la cosa meravigliosa è poterlo fare durante il proprio lavoro.

Lo so, è davvero figo fare un lavoro che ti permetta di stare in posti magnifici, conoscere personaggi speciali come atlete della nazionale, testando materiali nuovi e innovativi, ma è anche duro. Le riprese richiedono spesso di rifare una piccola scena più e più volte, l’inesperienza in sella rende tutto più complicato e i tempi si dilatano. Il bello è farsi due risate se qualcuno cade e non si fa granché (ok, quest’anno è toccata a me!), condividere un buon piatto a fine giornata.

Il clima di questa 3 giorni è stato questo, con la voglia di lavorare bene, dando il proprio meglio, senza dimenticare di divertirsi, il solo modo per riuscire davvero a raccontare un’esperienza e ispirare, condividendola!

Sara

Scrivere è sempre nascondere qualcosa, in modo che poi venga scoperto. – I. Calvino –